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Abete Rosso (Picea excelsa)
Portamento
Corteccia
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Fiori
Frutti
Habitat e distribuzione
I funghi dell’abete rosso
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Il nome del genere deriva dal latino "pix", (=pece, resina). Il nome di "Abete rosso" fa riferimento al colore della corteccia.
L'Abete rosso è una conifera sempreverde di prima grandezza, che può arrivare a 50 m di altezza e 2 m di diametro del tronco con longevità anche di 4-500 anni.
E' una specie che predilige climi continentali, diffusa sulle Alpi, sui Balcani e nell'Europa centro settentrionale.
E' la conifera che ha la più grande importanza forestale in Italia e in Europa. Il legno è molto richiesto per i suoi molteplici usi, in particolare è impiegato in falegnameria. E' coltivato anche come pianta ornamentale e come albero di Natale.

 

 


   

Alto fino a 60 metri, con tronco diritto e chioma conica relativamente stretta. Il Portamento può comunque differenziarsi in base all'altitudine, essendo questa una specie caratterizzata da un certo polimorfismo: la chioma, infatti, può assumere una forma più espansa alle quote alpine più basse, mentre tende a divenire più stretta a quote maggiori (per contenere i danni provocati dalla neve).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


  

È sottile e rossastra (da quest'ultima caratteristica deriva il nome comune dell'albero), con l'età diviene bruno-grigiastra e si divide in placche rotondeggianti o quasi rettangolari (di circa 1-2 cm).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


  

Sono costituite da aghi appuntiti, a sezione quadrangolare, lunghi fino a circa 2,5 cm, inseriti direttamente sul rametto a spirale con la tendenza ad appiattirsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Meglio indicati come sporofilli, maturano in aprile-maggio.
• Macrosporofilli: Formano coni sessili nella parte apicale dei rami, riuniti in genere in 3-4, appaiono dapprima eretti poi penduli. Sono i fiori femminili, che dopo l'impollinazione danno origine agli strobili, detti comunemente pigne.
• Microsporofilli: Formano coni lunghi 1 cm all'estremità dei rami dell'anno precedente, nella parte superiore della chioma. Sono i fiori maschili, generalmente si sviluppano alla base dei coni femminili.

 

 


  

Chiamati anche "pigne", sono cilindrici, penduli, lunghi 10-20 cm e larghi 2-4 cm, dapprima di color verde o rossiccio, poi marroni (in autunno). La fruttificazione è tardiva (20-50 anni). I coni dell'Abete rosso a maturità cadono interi dopo aver liberato dei piccoli semi alati

 

 

 

 

 

 

 

 

 


  

L'Abete rosso caratterizza i boschi dell'ambiente alpino. Predilige i climi continentali e i terreni sciolti e acidi formando boschi puri (peccete) o misti con il Larice nel proprio ambiente e con il Faggio e l'Abete bianco nel piano montano. Sulle Alpi è specie tipica dell'orizzonte montano medio e superiore e di quello subalpino inferiore, trovando condizioni climaciche tra i 1200 e i 1800 m di altitudine, anche se in condizioni particolari può scendere fino a soli 600-800 m di altitudine, come nel Tarvisiano, oppure risalire fino a 2100-2200 m, come in alcune località dell'alta Valtellina.
Europa e Asia centrale e settentrionale. Utilizzatissimo per impieghi silvicolturali e come albero ornamentale. In Italia è presente allo stato spontaneo sulle Alpi dalla Liguria (con un nucleo relitto in alta Val Tanarello) alle Alpi Giulie, ne sono conosciuti anche alcuni popolamenti relitti nell'Appennino Tosco-Emiliano (valle del Sestaione presso il Passo dell'Abetone), altrove il peccio è stato diffusamente coltivato per rimboschimenti. Nell'arco alpino l'abete rosso forma boschi di notevole estensione solo a partire dalla sezione nord-occidentale delle Alpi Marittime (Vallone del Boréon), ma fino alla Valle d'Aosta è spesso subordinato all'abete bianco nell'orizzonte montano e al larice in quello subalpino. Le peccete si estendono maggiormente nelle Alpi centrali ed orientali, dove questa specie approfitta di condizioni climatiche per essa ideali, soprattutto estive (caldo moderato e precipitazioni regolari nel trimestre estivo), fattori climatici che nei settori alpini orientali appaiono maggiormente distribuiti.

 

 


 

Boletus edulis, Amanita muscaria, Russula emetica, Lactarius deterrimus, Cortinarius orellanoides, Gomphidius glutinosus